Quando sei pensionato e credi di ottenere credito, ma....


scopri i motivi per cui non ti concedono credito, anche se sei un pensionato e ti arrivano quotidianamente offerte commerciali tali da farti credere il padrone del mondo



La Banca mondiale stima che la pandemia da Covid-19 ha dato vita ad una delle peggiori recessioni economiche dal 1870, portando con sé un drammatico aumento dei livelli di povertà.


L'economia mondiale subirà alla fine di quest'anno un preoccupante calo del PIL del 90%.


Sicuramente questo dato riguarda di più le attività commerciali, indifferentemente dalla dimensione e dal settore di appartenenza.


Se H&M, uno dei colossi della catena dell'abbigliamento, ha subito un calo del 46% delle vendite, figurati un piccola ditta artigiana o libero professionista che rappresentano la maggior parte del tessuto industriale dell'Italia.


Arrivati a questo, penserai: vabbè ma io che sono un pensionato queste cose non mi toccano, io ho la pensione che ogni inizio del mese viene accreditata, anzi hanno anche anticipato il giorno di accredito ( il 27 di ogni mese).


se da un lato questa è una affermazione, tutto sommato giusta, bisogna, però valutare la situazione del pensionato da un altro punto di vista.


La situazione catastrofica di cui il mondo ne parla da due anni circa, porta con se anche un altro bisogno, la cui necessità è avvertita da tutti ma soprattutto da chi ha un unica entrata mensile e più uscite. I pensionati appunto.


A fronte di un sistema previdenziale e bancario in forte collasso che ha dimostrato, ancora una volta, una scarsa vicinanza ai bisogni della fascia più debole della popolazione, si è verificato un forte ricorso al finanziamento tramite società finanziarie, istituti di credito / postali, e professionisti di credito.


La convinzione che essere pensionati è la sola condizione per ottenere credito, si è scontrata con la dura realtà di vedersi declinare la maggior parte delle richieste di finanziamento anche la dove ad essere richiesta è la cessione del quinto, il cui netto ricavo dovrebbe essere molto più agevole riceverlo.


In teoria si, ma nella pratica ci sono molte casistiche che ne escludono il beneficio.


Tra queste vi è la condizione di invalidità.


Mi spiego meglio: godere di una pensione di invalidità, esclude ( nella maggior parte dei casi) la possibilità di ottenere  una cessione del quinto, o quanto meno ne rende rigido la fase di istruttoria; questo perché la compagnia assicurativa che assume il rischio dell'operazione è molto attenta alle condizioni di salute del cliente, poiché laddove dovessero essere particolarmente gravi, ne comprometterebbero il rimborso delle rate.


Se vediamo le statistiche, su 18.000.000 di pensionati italiani, il 22,4% dei pensionati in Italia (4.000.000 circa) percepiscono qualche indennità di invalidità.


Come si procede in questi casi? Escludendo quei casi in cui, oggettivamente, non ci sono i requisiti per ottenere credito, l'unica cosa sensata da fare è: affidarsi ad un consulente che, magari rispetto al solo istituto bancario vanta una serie di opzioni assicurative a cui affidarsi per risolvere la problematica.


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  • precluderti la possibilità di aprire quel cassetto dei sogni che per tanto tempo è rimasto chiuso
  • non essere più un punto di riferimento per i tuoi cari
  • non poter disporre di una somma di denaro nell'immediato che ti possa rendere orgoglioso di supportare i tuoi figli / nipoti
  • ecc..


Tutto questo ad oggi ha una soluzione che bell'immediato può ridarti il sorriso e camminare a testa alta e mentre sorsi il tuo caffe al bar orecchiare le parole di ammirazione dei tuoi amici / colleghi che rispetto a loro sei stato in grado ancora una volta di dominare le sofferenze tue e dei tuoi familiari


Se non agisci ora, il danno che avrai rischia di essere irreparabile



Immagina a come ti sentiresti se, con una semplice chiamata e dopo un appuntamento ( senza impegno) puoi avere il punto della situazione sotto controllo , in termini di ottenimento del credito.


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